TRE NEMICI DI TALENTO, LEONARDO, MICHELANGELO E RAFFAELLO

I 3 geni dell’arte che casualmente vissero lo stesso periodo storico.

Oltre ad essere le 3 punte di diamante dell’epoca, furono anche rivali nella vita e nella carriera.

Fra di loro, pare non corresse buon sangue. Sono stati tramandati aneddoti che descrivono la loro rivalità, benchè, sia chiaro, essa non era fine a se stessa , ma rappresentava uno sprone, in un’epoca culturalmente ricca di fermenti.

Quindi essa era da stimolo per i loro già acuti ingegni, spingendoli a dare il meglio di sé.

Raffaello, fra i tre era il più giovane, ma nonostante l’età egli riuscì a reggere il confronto con gli altri 2 geni dell’arte.

“Vergine delle rocce (particolare) dipinto a Olio – Leonardo da Vinci – Museo del Louvre

MICHELANGELO E LEONARDO, la scintilla che fece esplodere la rivalità fra i due artisti

A soli 26 anni, Michelangelo che era già conosciuto per aver scolpito la Pietà vaticana, gli fu commissionato a Firenze nel 1504, una statua alta 4 metri, rappresentante in David.

Michelangelo avrebbe dovuto lavorare un blocco di marmo di Carrara che nessun altro scultore aveva voluto lavorare, giudicandolo difettoso.

Michelangelo lavorò senza sosta e terminò la sua opera. Quando il suo David fu pronto, lo presentò con tutta la sua potenza ad una Firenze incantata.

Riguardo la decisione sulla sua collocazione, fu chiamata una commissione di artisti, e ovviamente, fu interpellato anche Leonardo.

Seguì un dibattito molto aspro, in quanto Leonardo sosteneva che l’opera avesse dovuto essere collocata presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Altri proponevano invece una collocazione più degna..

Fu così che, in piena notte, il David, scivolando su tronchi di legno, attraversò le vie del centro per raggiungere Piazza della Signoria. Questo fece scattare l’ira di Leonardo, il quale, aveva 23 anni più di Michelangelo e aveva rigorose teorie artistiche che non si conciliavano con la spiritualità del giovane collega.

Uno scontro nella pubblica via di Firenze.

Immaginate, un gruppo di uomini in mezzo alla strada, fermi per commentare qualcosa come un passo di Dante. Leonardo che passava di lì fu chiamato a partecipare. Ma, passava di lì anche Michelangelo e Leonardo, nella conversazione, rivolgendosi a qualcun altro del gruppo disse:

“Michele Agnolo, ve lo dichiarerà egli”

Michelangelo, credendo di essere sbeffeggiato, rispose con ira:

“Dichiaralo pur tu, che facesti un disegno di un cavallo per gittarlo di bronzo e non lo potesti gittare e per la vergogna lo lasciasti stare”

(si riferiva alla statua equestre che effettivamente non fu mai realizzata per Francesco Sforza)

Insomma questa rivalità proseguì, tanto che nel 1504 Michelangelo fu incaricato di affrescare la Battaglia di Cascina, mentre, nella parete di fronte avrebbe dovuto lavorare il suo rivale e avversario Leonardo….indovinate un po’? Entrambi i lavori non furono mai eseguiti.

Raffaello Sanzio – Madonna della Seggiola – dipinto a olio su tavola – Palazzo Pitti Firenze

RAFFAELLO e MICHELANGELO

Di 8 anni più giovane di Michelangelo, Raffaello aveva avuto modo di ammirare a Firenze i lavori del collega. Dal monumentale David allora in Piazza della Signoria, aveva estrapolao alcuni dettagliati disegni.

Eppure, questa ammirazione per Michelangelo si trasformò in scontro artistico al tempo del loro soggiorno a Roma.

I due artisti si incontrarono in Vaticano e il clima presso la corte papale era stato reso ancora più competitivo da Bramante che cercava di screditare il fiorentino a favore del suo conterraneo Raffaello.

RAFFAELLO e LEONARDO

Questo in verità fu un incontro mancato. In effetti il pittore gentile e il genio brillante che adorava inventare barzellette e raccontarle per divertire le corti frequentava, da Milano alla Francia, molto probabilmente non si incontrarono mai. Forse nel periodo in cui Leonardo soggiornò a Roma, potrebbe essere entrato in contatto con Raffaello. Leonardo aveva 30 anni di più del divin pittore, tuttavia i suoi capolavori realizzati in quel periodo mostrano un interesse per l’arte di Leonardo.

Insomma, pensare a delle figure così importanti, dei geni che hanno fatto la storia dell’arte, e immaginarli come uomini comuni, con le loro ire, i loro litigi…fa sempre un certo effetto.

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